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Italia, eccellenza nel trattamento del linfoma di Hodgkin

Linfoma di HodgkinUno dei tumori più diffusi negli adolescenti è il linfoma di Hodgkin, malattia che può coinvolgere diversi organi, e in particolare i linfonodi. La terapia di questo tumore cambia radicalmente in funzione della sua diffusione nei vari organi, per cui capire a che punto del suo sviluppo si trovi la neoplasia al momento della diagnosi è fondamentale per indirizzare al meglio il paziente verso le cure più appropriate.

Oggi la metodica migliore per identificare correttamente l’entità della diffusione del linfoma di Hodgkin è rappresentata dalla tomografia computerizzata (Tc) associata alla tomografia a emissione di positroni (Pet). Tuttavia la Tc-Pet prevede l’esposizione a una discreta quantità di radiazioni ionizzanti (raggi X). Le radiazioni ionizzanti sono particolari tipi di radiazioni elettromagnetiche dotate di una quantità di energia sufficiente per "ionizzare" la materia che attraversano, determinando la creazione di particelle elettricamente cariche. Queste ultime, durante l'irradiamento possono generare, a seconda dell'entità dell'esposizione e della modalità con cui essa è avvenuta, danni o conseguenze per la salute anche gravi.

In futuro l’esposizione alle radiazioni potrebbe essere evitato grazie all’utilizzo della risonanza magnetica secondo uno studio europeo a cui ha partecipatato l'Irccs Burlo Garofalo di Trieste e pubblicato sulla rivista European Radiology«I risultati dello studio dimostrano che una promettente alternativa è rappresentata dalla risonanza magnetica dell’intero corpo», spiega  Claudio Granata, radiologo del Burlo Garofolo e referente dello studio per l’ospedale triestino.

La Tc-Pet oggi in uso è un metodo estremamente preciso e affidabile: consiste in un’indagine che unisce una semplice Tc a un’iniezione endovenosa di una piccola quantità di sostanza radioattiva che si posiziona maggiormente negli organi interessati dalla neoplasia. «La risonanza magnetica di tutto il corpo invece – prosegue Granata - evita non solo l’impiego di radiazioni ionizzanti, ma anche l’iniezione di materiale nel corpo del paziente. La prognosi del Linfoma di Hodgkin è tipicamente favorevole: ci si aspetta infatti una guarigione nel 95% dei casi. Tuttavia, grazie al nuovo metodo, i giovani pazienti che ne sono affetti potranno essere sottoposti a numerose indagini radiologiche durante la loro malattia. Ciò rappresenta un ulteriore motivo di interesse nei confronti della risonanza magnetica di tutto il corpo, che ci può permettere di essere meno invasivi possibile».
 

Dove curarsi?

Abbiamo visto che tra le eccellenze per il trattamento del linfoma di Hodgkin vi è l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, ma quali sono le altre strutture ospedaliere a cui rivolgersi se si dovesse avere un linfoma, mieloma multiplo o leucemia? Trovare questa informazione può non essere semplice, ci si affida al passaparola, al consiglio del medico, all’esperienza personale, ecc. Una alternativa è invece Oncoguida, il portale online che comprende tutte le strutture che trattano le diverse patologie oncologiche e le classifica sulla base del numero di interventi svolti. I dati utilizzati per la classificazione dei “centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica” si basano sulle schede di dimissione ospedaliera del Ministero della Salute del 2016.
 
Dunque, a quali strutture rivolgersi per trattare il linfoma, mieloma multiplo o leucemia? I primi tre centri per affidabilità si trovano a San Giovanni Rotondo, Napoli e Cagliari. Per sapere quali sono tutte le strutture e il numero di interventi che eseguono, visita la pagina.

Fonti

https://www.panoramasanita.it/2020/10/26/linfoma-di-hodgkin-una-nuova-tecnica-non-invasiva-per-rilevare-la-diffusione-nei-pazienti-pediatrici/
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/cose-il-cancro/radiazioni-ionizzanti-cancro
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=89194
 
 
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