Accadde oggi

Accadde oggi… chirurgo russo che curò Garibaldi ferito sull’addome

Accadde oggi… chirurgo russo che curň Garibaldi ferito sull’addomeQualche mese fa abbiamo parlato delle lunghe vicissitudini di Garibaldi, ferito sull’Aspromonte nel 1862 dalle truppe del Generale Cialdini, dopo che il governo Rattazzi aveva dato l’ordine di fermarlo per non irritare Napoleone III con il suo tentativo di liberare Roma ancora sotto Pio IX risalendo dalla Sicilia e dall’estremo sud della penisola. I raggi X non erano stati ancora inventati e localizzare col solo uso dello specillo la palla di fucile che aveva ferito il Generale fu difficilissimo. Nell’impresa furono coinvolti alcuni dei più celebri medici dell’epoca: uno di questi, il primo che curò la sua ferita poco dopo la scontro del 28 agosto coi piemontesi, fu un russo, Nikolay Pirogov, uno dei più grandi chirurghi della storia.

Nikolay Pirogov (1870)Genio precocissimo — parlava già diverse lingue da bambino — grazie all’aiuto del medico di famiglia, professore di anatomia e fisiologia all’Università di Mosca, riuscì a iscriversi alla facoltà di medicina a soli 14 anni e a soli 22 ricevette il dottorato all’università tedesca di Dorpat, ora Tartu in Estonia. Continuò a specializzarsi in Germania finché nel 1840 divenne professore di chirurgia militare a San Pietroburgo.

Nel 1854, con l’inizio della sua attività sul campo a Simferopoli durante la Guerra di Crimea (sotto la spinta di Cavour, desideroso di stringere alleanza con Napoleone III, vi partecipò anche il Regno di Sardegna, lasciando sul terreno più di 2000 caduti), iniziò il periodo che consacrò Pirogov come padre della chirurgia d’urgenza in ambito militare e traumatologico in genere.Tra le numerosissime innovazioni di Pirogov, ricordiamo l’uso dei gessi per favorire la corretta riparazione delle fratture ossee e l’organizzazione, durante il lungo e terribile assedio di Sebastopoli, del secondo corpo organizzato di infermiere della storia, praticamente in contemporanea al più famoso corpo infermieristico fondato dall’inglese Florence Nightingale; Pirogov fu anche il primo chirurgo a utilizzare gli anestetici nelle operazioni chirurgiche d’urgenza sul campo.

Dopo la fine della guerra di Crimea nel 1856, Pirogov si ritirò nelle sue terre in Ucraina, dove si dedicò a curare i contadini locali — fino all’abolizione del servaggio da parte di Alessandro II nel 1861, quei contadini ucraini erano ancora servi della gleba — e a promuovere l’educazione dei non russi e delle donne. E nel 1862, durante un viaggio diplomatico all’estero, si ritrovò sull’Aspromonte.

Nel 1870 viaggiò in lungo e in largo sui campi di battaglia della guerra franco-prussiana per consigliare sulla migliore organizzazione dei servizi di medicina militare e finì la sua carriera di chirurgo d’urgenza negli ospedali militari della guerra russo-turca del 1877.

Morì nel 1882 in Ucraina e il suo corpo riposa imbalsamato in una chiesa della città di Vinnytsia: la tecnica d’imbalsamazione che fu adottata fu una delle sue tante innovazioni. A differenza della salma di Lenin, che richiede cure costanti due volte la settimana in una clinica sotterranea sotto il suo mausoleo nella Piazza Rossa ed è costantemente tenuta a bassa temperatura, il corpo di Pirogov è perfetto nella sua teca di vetro a temperatura ambiente da quasi un secolo e mezzo con solo una spolveratina ogni tanto.

Al nome di Pirogov sono intitolati un ghiacciaio in Antartide, un asteroide della fascia tra Marte e Giove, il più grande ospedale di Sofia in Bulgaria, la facoltà di medicina di Vinnytsia e diverse strutture anatomiche che oggi deliziano gli studenti di medicina che devono affrontare uno dei loro spauracchi, gli esami di anatomia.
 
A proposito di chirurghi d’urgenza, l’elenco di tutti i chirurghi d’urgenza italiani è disponibile su Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,4 milioni di anagrafiche di professionisti della salute. In particolare, i medici specializzati in medicina d'emergenza-urgenza sono quasi 2.000.
 
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Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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