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Cardiologi in Italia: quanti sono?

Cardiologi in Italia: quanti sono?cardiologi rappresentano una categoria significativa e numerosa di medici. Vista la complessità del target a cui ci riferiamo, non è semplice trovare una risposta rapida, precisa e aggiornata a un quesito simile, se non grazie all’ausilio di Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,4 milioni di anagrafiche di professionisti della salute.

Pertanto, quanti sono i cardiologi italiani? Il nostro database conta 20.559 medici specializzati in cardiologia e malattie dell’apparato cardiovascolare, di cui 14.000 sono iscritti a WelfareLink, la più grande comunità in rete di tutte le figure della sanità italiana che, fornendoci il permission marketing per essere contattati, possono partecipare a molteplici attività di formazione e garantire alla loro attività professionale un’adeguata visibilità.

I cardiologi nel dettaglio

Atlante Sanità dà anche la possibilità di fornire informazioni più specifiche circa ogni specializzazione e professione medica. Ad esempio, considerando la distribuzione geografica dei cardiologi per regione e provincia, evidenziando quelle in cui è presente un numero più elevato di cardiologi che vi esercitano, notiamo che:

  • 3.296 si trovano in Lombardia, di cui 1.502 nella provincia di Milano
  • 2.511 in Campania, di cui 1.526 a Napoli e provincia
  • 2.058 in Sicilia

Dei 20.559 cardiologi presenti in Italia, contiamo 6.054 donne e 14.505 uomini, rapporto che però varia notevolmente se consideriamo la fascia d’età tra i 30 e i 45 anni, in cui invece si rileva una preponderanza femminile di 2.416 donne e 1.926 uomini.

L’incidenza delle patologie cardiovascolari in Italia

Le malattie cardiovascolari sono tra le principali cause di morbilità nel nostro Paese. Sono causate in gran parte da fattori di rischio non modificabili – come età, sesso e familiarità - ma anche da stili di vita e abitudini poco salutari quali fumo di sigaretta, consumo di bevande alcoliche, scorretta alimentazione e sedentarietà.

Curiosità: le problematiche cardiovascolari si manifestano nelle donne con un ritardo in media di almeno 10 anni rispetto agli uomini¹. La motivazione risiede nella protezione ormonale di cui esse beneficiano fisiologicamente fino al momento della menopausa. In seguito, le donne ne vengono colpite addirittura più degli uomini manifestando tuttavia un quadro clinico meno severo.

Le malattie legate all’apparato cardiovascolare, inoltre, costituiscono tutt’oggi in Italia la principale causa di morte. In particolare, secondo i dati Istat 2017², sono responsabili del 35,8% l’anno di tutti i decessi (32,5% negli uomini e 38,8% nelle donne), con un’incidenza del 10,4% per la cardiopatia ischemica e del 9,2% per gli accidenti cerebrovascolari.

Pillole di storia della cardiologia

Ritroviamo cenni sulla centralità del cuore nella fisiologia umana già a partire dalla fisiologia greca di Aristotele e Platone. Per Galeno, padre della medicina antica, il muscolo cardiaco era la sede della passionalità e dello spirito vitale.

Nel XV secolo Leonardo Da Vinci fu tra i primi scienziati a interessarsi alle caratteristiche anatomiche del cuore umano. Grazie a studi condotti analizzando minuziosamente la funzionalità del cuore del maiale, oggi sono a noi giunti suoi preziosissimi disegni che descrivono la struttura cardiaca e, per la prima volta nella storia della medicina, anche quella delle due valvole.

Circa un secolo dopo, però, fu William Harvey a decretare la vera e propria nascita della cardiologia. Il medico inglese, nel suo libro “De Motu Cordis”, illustrò l’anatomia di ventricoli e arterie, citando la funzione dei polmoni all’interno del circolo sanguigno.

Alla fine del ‘600, poi, il medico britannico Richard Lower scrisse quella che oggi viene considerata l’opera maestra della cardiologia: il “Tractatus de Corde, item de motu et colore sanguinis”, che descrive il curioso fenomeno del cambiamento di colore da parte del sangue a seguito del processo di ossigenazione e deossigenazione tra polmoni e tessuti periferici.

Tra le invenzioni più importanti nell’ambito della cardiologia, senza dubbio ricordiamo l’invenzione dello stetoscopio da parte del medico francese Renè Laennec nel 1816 e del primo elettrocardiogramma a opera del fisiologo britannico Augustus Desirè Waller nel 1887.

1, 2 - Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrocascolari

 
Autore:

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