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Chirurgia estetica: i "finti" specialisti

Chirurgia estetica: i “finti” specialisti“Secondo i dati ufficiali ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), nel 2017 il numero totale degli interventi chirurgici con finalità estetiche è aumentato del 4%. Questo ha portato inevitabilmente ad un numero sempre crescente di insuccessi chirurgici, costringendo i pazienti a ricorrere alla cosiddetta chirurgia secondaria, che ha lo scopo di riparare i danni causati da una precedente operazione”. A dirlo è Michele Pascali - Professore a contratto di Chirurgia plastica e Coordinatore scientifico e professore nel master universitario in Chirurgia plastica ed estetica della faccia - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Dall’articolo, pubblicato su Quotidiano Sanità, emerge come molti interventi abbiano conseguenze invalidanti sia sotto il profilo fisico che psicologico. Alcuni numeri: fino al 36 % di pazienti che si sottopone ad un intervento correttivo dopo una mastoplastica additiva, fino al 20% di quelli che riaffrontano una rinoplastica di revisione per correggere i danni causati dalla prima, fino al 30% gli “insuccessi” nella blefaroplastica estetica, ovvero la chirurgia di ringiovanimento delle palpebre.

Il professore sottolinea che quasi il 50% dell’attività chirurgica è dedicata alle richieste di interventi di chirurgia secondaria, un dato a dir poco allarmante. È quindi evidente che nel prossimo futuro questo tipo di attività diventerà sempre di più un problema importante nella nostra società. Ma come evitare tutto ciò? “Innanzitutto, diffidare dei “finti” specialisti e della chirurgia “low cost”! Rivolgersi sempre a medici specialisti nel settore, che partecipino in maniera continuativa a corsi di aggiornamento e congressi, e non esitare a chiedere allo specialista quanti interventi di quel tipo esegua di routine, con casistica e risultati ottenuti”.

Ma quanti sono i medici specializzati in chirurgia plastica ricostruttiva? Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,4 milioni di anagrafiche, conta 2.842 specialisti.
 
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