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Combattere il Coronavirus: la corsa al vaccino

Combattere il Coronavirus: la corsa al vaccinoÈ ormai da qualche settimana che dai compartimenti ospedalieri del territorio italiano giungono referti sempre più preoccupanti circa l’aumento progressivo, di giorno in giorno, dei casi di contagio da Coronavirus. La stagione estiva e l’aumento delle temperature non sembrerebbero aver frenato l’attività contagiosa del virus che ha fatto registrare, solo nelle ultime 24 ore, un’impennata di oltre 800 nuovi casi di contagio

Ma se da un lato gli organi preposti stanno cercando di sviluppare strategie atte a contenere l’infezione e metodi sempre più rapidi e affidabili per individuare la popolazione positiva, una fetta consistente della comunità scientifica lavora contro il tempo per la messa a punto di terapie vaccinali efficaci.


Le fasi di sviluppo di un vaccino

Come ogni farmaco progettato per la tutela della salute dell’uomo, il futuro vaccino deve essere necessariamente preceduto da studi scientifici rigorosi che richiedono il tempo necessario per valutarne l’efficacia e la sicurezza.

Ogni potenziale vaccino è sottoposto innanzitutto a un’iniziale valutazione in vitro di tutte le sue componenti.

Una volta determinato questo embrionale quanto fondamentale passaggio, ha inizio la cosiddetta fase preclinica: viene testata la risposta immunitaria e le reazioni avverse della sostanza su linee cellulari, ovvero organismi viventi complessi non umani, che tuttavia sono in grado di dare un primo prospetto dell’attività del farmaco.

Superata questa fase, ha inizio la vera e propria sperimentazione clinica sull’uomo che si realizza in 4 fasi, che si differenziano tra loro per quantità di agente somministrato al campione e numerosità del campione di popolazione coinvolta. Mentre le prime tre fasi precedono la commercializzazione, la quarta - che prende il nome di farmacovigilanza - viene effettuata quando il farmaco è già in commercio.

Lo sviluppo di un vaccino è un processo complesso che investe un arco temporale di diversi anni. I trial clinici richiedono molte prove su campioni consistenti di persone e generalmente iniziano a distanza di circa 2-5 anni dalle ricerche di tipo preclinico, cui poi seguono altri due anni di test mediante sperimentazione animale.

Una volta confermata la veridicità scientifica del vaccino, questo poi deve essere sottoposto a tutti i requisiti regolatori e ottenere l'approvazione per l’immissione in commercio.

Si pensi che nell'attuale emergenza sanitaria, si è prospettata una riduzione delle tempistiche sperimentali fino a 12-18 mesi complessivi, con èquipe di ricercatori di tutto il mondo che lavorano per trovare un valido candidato nei tempi più brevi possibili.

Inoltre, trattandosi di un’emergenza sanitaria di tipo mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che la capacità di produzione del vaccino dovrebbe essere garantita prima del termine degli studi clinici e tale da assicurarne una distribuzione equa in tutti i paesi


Novità sul vaccino

Nell’arco degli ultimi mesi, ricercatori di tutto il mondo hanno lavorato su tre tipologie principali di vaccino, al fine di trovare il candidato anti-Covid19 più idoneo: a RNA, a DNA e proteico.

Ma risale al 20 luglio 2020 l’articolo redatto dal Beijing Institute of Biotechnology e CanSiro Biologics Inc. e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, che vedrebbe nel vaccino ricombinante Ad5-nCoV la via più efficace per la lotta al Coronavirus¹.


Tale vaccino è basato su dei vettori virali derivanti da un adenovirus che codifica per la proteina spike, responsabile della formazione e della replicazione dell’estroflessione virale a forma di uncino che nei virus permette l’aggancio e l’attacco alle proteine dell’organismo ospite, consentendo così al virus di annidarvisi ed estendere il contagio.

Il trial ha visto il coinvolgimento di 603 volontari di età superiore ai 18 anni e affetti da Covid-19, arruolati nel periodo compreso fra l’11 e il 16 aprile 2020. I pazienti, che saranno monitorati per un arco temporale di 6 mesi successivi alla somministrazione intramuscolare del vaccino, hanno già manifestato primi segnali di beneficio. È stato evidenziato, infatti, che le risposte anticorpali specifiche contro SARS-CoV-2 hanno raggiunto il picco dopo 28 giorni, mentre la risposta immunitaria specifica dei linfociti T è stata rilevata a partire dal 14° giorno
Si apre, così, una nuova importante strada non solo a una terapia preventiva da Coronavirus, ma alla tutela e salvaguardia della vita e della salute della popolazione mondiale

In Italia i vaccini sono studiati e sviluppati da una categoria di medici altamente specializzata: i medici in microbiologia e virologia. Quantificandoli grazie ad Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende circa 1,6 milioni di anagrafiche dei professionisti della salute, sappiamo che in Italia esercitano 1.353 medici virologi.

1 - The Lancet, Immunogenicity and safety of a recombinant adenovirus type-5-vectored COVID-19 vaccine in healthy adults aged 18 or older: a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 2 trial
 
 
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