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Gli spazzacamini e gli albori della medicina del lavoro

Gli spazzacamini e gli albori della medicina del lavoroLo spazzacamino fu senz’altro uno dei lavori più infami del passato. Dopo il “Great Fire”, il devastante incendio del 1666 che distrusse la cattedrale di St Paul e quasi tutta la City, il centro medioevale di Londra all’interno della cinta muraria romana, cambiarono le regole edilizie delle case inglesi e iniziò la stagione degli strettissimi camini settecenteschi (9 per 14 pollici, circa 23 per 35,5 cm). Su per queste strettissime canne fumarie, spesso anche angolate, si arrampicava un esercito di spazzacamini bambini, senza corde di sicurezza, a forza di braccia facendo leva solo su ginocchia e gomiti, combattendo contro la fuliggine e il costante rischio di morire soffocati (Figura 1).Accadeva spesso che quei bambini morissero nelle canne fumarie stremati dalla fatica e soffocati dalle nuvole di fuliggine, con la morte ipocritamente registrata come “accidentale”; i meno sfortunati correvano solo il rischio di ustionarsi all’interno di canne fumarie ancora calde o quando intervenivano d’urgenza per domare un inizio d’incendio.

Solo nel 1817 la Camera dei Comuni votò una risoluzione per proibire il lavoro degli spazzacamini fanciulli sostituendoli con strumenti di pulizia meccanici, ma la proposta di legge non passò l’esame delle Camera dei Lord. Il motivo? All’epoca, l’eliminazione meccanica della fuliggine non eliminava del tutto il rischio d’incendi all’interno della canna fumaria: di conseguenza, all’epoca fu intensa l’attività di lobbying delle società assicurative contro il progetto di legge. Solo nel 1842 entrò finalmente in vigore una legge che proibiva il terribile lavoro dei “chimney sweepers” bambini: quantomeno a Londra perché in provincia la loro attività continuò illegalmente ancora a lungo.
 
Asfissia da fuliggine e ustioni, e in generale i rischi per la salute della povertà estrema come il rachitismo da carenza di vitamina D e di vita all’aperto e tubercolosi, non furono gli unici rischi per quegli spazzacamini bambini londinesi. A loro toccò anche un dubbio primato: il cancro dello scroto, già noto da qualche decennio, ma per la prima volta associato al lavoro degli spazzacamini da Percivall Pott nel 1775, fu la prima neoplasia a essere associata a una specifica attività professionale. Pott fece entrare quegli sfortunati bambini nella storia della medicina, dell’oncologia e della medicina del lavoro descrivendo in non più di 500 parole l’iniziale presentazione di quel particolare epitelioma squamocellulare: una piccola massa solida rilevata sul piano cutaneo oppure un’ulcera a margini duri e irregolari tipicamente neoplastici, che rapidamente si approfondiva verso le membrane profonde dello scroto e i testicoli per poi risalire lungo le vie spermatiche verso l’addome.
 
Pott non aveva mai parlato della sua intuizione nelle sue lezioni universitarie, ma quel breve testo nel suo “Chirurgical Observation” suscitò molte segnalazioni simili. Evidentemente molti chirurghi avevano notato quell’inconsueto tumore molto raro nella popolazione generale ma frequente nei giovani adulti, soprattutto tra i 30 e i 40 anni, che avevano lavorato da bambini o adolescenti come spazzacamini. Eppure nessuno aveva fatto il passo logico, che a noi a posteriori potrebbe sembrare ovvio, di associare le due condizioni, cancro dello scroto e attività come spazzacamino, e ricercarne il motivo. Già lo stesso Pott aveva offerto una spiegazione di quella strana mancanza di spirito d’osservazione …it is generally taken, both by patient and surgeon, for venereal, and being treated with mercurials, is thereby soon and much exasperated… [ poiché insorge pressoché sempre dopo la pubertà, il paziente e il chirurgo considerano la lesione come venerea, che come tale è trattata utilizzando derivati mercuriali; ma l’unico effetto è di aggravare la situazione ].
 
Perché nessuno prima di Pott riuscì a immaginare il rapporto tra precedente attività come spazzacamino e comparsa della normalmente rara neoplasia maligna allo scroto, sia pure di solito dopo almeno un paio di decenni? Semplicemente perché alla fine del XVIII secolo erano ignoti i concetti di cancerogenesi, agente cancerogeno e latenza dell’azione cancerogena. È buffo pensare che molti sfortunati spazzacamini, pur di non affrontare l’intervento chirurgico, soprattutto prima dell’avvento dell’anestesia chirurgica, preferissero farsi curare con l’applicazione locale di una pasta arsenicale che causava l’esfoliazione dei tessuti più superficiali dagli strati sottostanti: peccato che quella pasta arsenicale fosse a sua volta cancerogena; ma all’epoca non potevano saperlo.

Taluni sospettavano che dovesse esserci sotto qualcosa perché il cancro dello scroto era infrequente anche negli ex-spazzacamini e non poteva, di conseguenza, trattarsi solo del risultato di una cronica irritazione locale, come pure pensava lo stesso Pott. Solo nel 1922, quando un estratto con etere della fuliggine spennellato sulla cute dei topini di laboratorio si dimostrò capace d’indurvi degli epiteliomi maligni, si ebbe la certezza della presenza di un debole cancerogeno nella fuliggine.
 
Confronto tra l’abbigliamento da lavoro protettivo di uno spazzacamino tedesco e di un “chimney sweeper” ancora in piena epoca vittoriana (1851).All’azione cancerogena della fuliggine è anche legata un’altra caratteristica dell’inconsueto cancro degli spazzacamini: era una malattia esclusivamente inglese, e nemmeno britannica, perché era pressoché ignota in America, nell’Europa continentale e persino in Scozia. Un motivo importante era l’abbigliamento da lavoro: ampiamente coprente e relativamente impermeabile alla polvere nel caso degli spazzacamini continentali, approssimativo per gli spazzacamini inglesi persino settant’anni dopo la descrizione di Pott (Figura 2).Data la lunga latenza d’azione dei cancerogeni, l’incidenza dell’epitelioma dello scroto negli ex-spazzacamini inglesi iniziò a scendere solo dopo il 1870, ma restò più elevata rispetto ad altre categorie professionali a rischio, soprattutto gli operai nella distillazione del carbone per la produzione di paraffina e olî minerali, fino al 1940.
 
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Fonte:
Figura 1: Allievi di una scuola di Dublino per spazzacamini (seconda metà del XIX secolo)
Figura 2: Confronto tra l’abbigliamento da lavoro protettivo di uno spazzacamino tedesco e di un “chimney sweeper” ancora in piena epoca vittoriana (1851)
 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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