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Il miracolo della gamba nera e l’origine della chirurgia dei trapianti

 
L’antichissima basilica di Cosma e Damiano nel Foro di Vespasiano vista dal Palatino: il corpo cilindrico anteriore è il probabile tempio di Valerio Romolo con l’entrata oggi chiusa; sul retro il corpo principale della basilicaSi affaccia sul Foro di Vespasiano (Foro della Pace) con un’entrata oggi non più uso, probabilmente corrispondente a un tempio dedicato a Valerio Romolo, figlio deificato dell’imperatore Massenzio. È la basilica intitolata ai Santi Cosma e Damiano, patroni della medicina e della farmacia nella tradizione cattolica occidentale: l’edificio principale, attraverso il quale si accede alla chiesa, è probabilmente una biblioteca (Figura 1).

Mosaico della “parousia” nella basilica dei Santi Cosma e Damiano. A sinistra dell’osservatore, San Paolo presenta a Cristo San Damiano e Papa Felice IV col modellino della chiesa; a destra, San Pietro presenta San Cosma e San TeodoroI due edifici, donati a Papa Felice IV da Teodorico e da sua figlia Amalasunta, furono uniti e consacrati da Felice IV nel 527: nel mosaico romano-bizantino dell’abside raffigurante la “parousia”, la seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi, Felice IV appare nell’atto di offrire al Figlio di Dio un modello della nuova chiesa, concepita forse in opposizione ideale a uno degli edifici pagani principali del foro, il tempio di Castore e Polluce (Figura 2). 
 
Cosma e Damiano erano due gemelli arabi, nati intorno al 270 d.C. in una famiglia devotamente cristiana non lontano da Antiochia, oggi una media città della Turchia meridionale, ma per secoli una delle più importanti metropoli dell’impero romano. La chiesa in caverna di San Pietro, con un pavimento a mosaico del V secolo, è una delle più antiche chiese della cristianità ed è uno dei tre luoghi ove sono sepolti i resti di Federico Barbarossa, morto durante la Terza Crociata. Ambedue i gemelli studiarono medicina ad Antiochia e praticarono la professione medica per tutta la vita, oltre a dedicarsi all’apostolato.

I Santi Cosma (sinistra) e Damiano (destra), dal Libro delle Ore (Grandes Heures) Nel mondo ortodosso, ma anche talora in Occidente, Cosma e Damiano sono sempre rappresentati in abiti laici con vasi da farmacia e strumenti dell’arte medica (Figura 3). Il soprannome con il quale furono conosciuti in oriente fu di “anargyroi” (in greco, “senza argento”) perché per tutta la vita rifiutarono di farsi pagare per la loro arte e a loro sono attribuite molte guarigioni miracolose. Furono messi a morte nel 287, durante la terribile persecuzione dei cristiani di Diocleziano. 

L’atto (chirurgico) che rese celebri i due santi gemelli medici in Occidente è il cosiddetto “Miracolo della Gamba Nera” o della “Gamba del Moro”, raccontato per la prima volta nella Legenda Aurea, una raccolta di racconti agiografici redatta intorno al 1275 dall’Arcivescovo di Genova Jacopo da Varagine. Secondo il racconto della Legenda Aurea, una sorta di “best seller” editoriale del tardo Medioevo, la basilica di Papa Felice IV era servita da un diacono, più tardi identificato col nome di Giustiniano, molto devoto di Cosma e Damiano e ormai vicino alla morte perché colpito da un cancro, o forse una gangrena, a una gamba. Mentre dormiva dopo aver rivolto ai due santi una fervida preghiera, Cosma e Damiano gli apparvero in sogno armati dei loro strumenti chirurgici. Nel sogno, secondo la Legenda Aurea, un fratello chiese all’altro cosa avrebbero potuto mettere al posto della gamba devastata che intendevano amputare e l’altro rispose: «Proprio oggi è stato seppellito un etiope nel cimitero della basilica di San Pietro in Vincoli: va e prendi la sua gamba; le metteremo al posto della gamba malata». E così fecero (Figura 4). 

“Guarigione del diacono Giustiniano”, Beato Angelico, tempera su tavola (37x45 cm), 1443. Museo Nazionale di San Marco, FirenzeSecondo il racconto agiografico, quando il diacono si risvegliò, sentì con la mano che la lesione della gamba sembrava scomparsa, avvicinò una candela e costatò il miracolo: gamba sana e senza lesioni, ma scura. Gli increduli amici del sagrestano aprirono la tomba del moro e costatarono che la (bianca) gamba malata del devoto diacono era ora attaccata al tronco dell’etiope.

L’iconografia del Miracolo della Gamba Nera, rappresentata per la prima volta intorno al 1370 a Firenze in una tavola attribuita a Matteo di Pacino, il maestro della Cappella Rinuccini, divenne un tema molto popolare nella pittura sacra in Italia, Francia e Spagna fino all’epoca del Concilio di Trento e della maggior attenzione della Chiesa Cattolica ai “miracoli”. Il trapianto miracoloso di Cosma e Damiano non appare invece mai nella secolare tradizione delle icone delle chiese ortodosse d’oriente, sebbene esista una versione greca del trapianto miracoloso, risalente addirittura al V secolo, sia pure con alcune differenze: trapianto miracoloso non a Roma, ma nel monastero di San Teodosio il Cenobiarca vicino a Betlemme, nessun cenno all’etnia del donatore e miracolo non dopo secoli, ma con i due Santi Anargiri ancora viventi.
 
A proposito di chirurgi e trapianti, l’elenco di tutti i chirurghi italiani è disponibile su Atlante Sanità, il database della sanità italiana che conta oltre 1,4 milioni di anagrafiche di professionisti della salute. In particolare, a titolo di esempio, comprende:
  • Chirurgia apparato digerente: 2.998 medici
  • Chirurgia generale: 24.160 medici
  • Chirurgia pediatrica: 1.234 medici
  • Chirurgia vascolare, angiologia: 6.139 medici
  • Cardiochirurgia: 1.625 medici
  • Neurochirurgia: 1.901 medici 
  Immagini:
  1. L’antichissima basilica di Cosma e Damiano nel Foro di Vespasiano vista dal Palatino: il corpo cilindrico anteriore è il probabile tempio di Valerio Romolo con l’entrata oggi chiusa; sul retro il corpo principale della basilica
  2. Mosaico della “parousia” nella basilica dei Santi Cosma e Damiano. A sinistra dell’osservatore, San Paolo presenta a Cristo San Damiano e Papa Felice IV col modellino della chiesa; a destra, San Pietro presenta San Cosma e San Teodoro
  3. I Santi Cosma (sinistra) e Damiano (destra), dal Libro delle Ore (Grandes Heures)
  4. “Guarigione del diacono Giustiniano”, Beato Angelico, tempera su tavola (37x45 cm), 1443. Museo Nazionale di San Marco, Firenze
 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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