Il prof racconta

Ostonecrosi da bisfosfonati e le eroiche "Match-Girls"

FiammiferiLa produzione dei fiammiferi fu uno dei principali business della tarda rivoluzione industriale in Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo; alcune marche di fiammiferi come Bryant & May divennero quasi sinonimi della supremazia industriale britannica. Accendere un fuoco o un sigaro nei primi decenni del XIX secolo non era per nulla semplice: per questo motivo i fiammiferi furono, dopo il 1850, un incredibile business.

Le condizioni di lavoro nelle fabbriche di fiammiferi erano terribili: turni di 12-16 ore (da Bryant & May nell’allora sordido East End di Londra dalle 6:30 del mattino alle 7 di sera con due sole soste e sempre in piedi), ambienti affollatissimi, poco illuminati e poco aerati, salari miserrimi. Metà degli operai di quelle fabbriche erano bambini e soprattutto bambine spesso nemmeno adolescenti; e donne, tantissime donne. 
Per l’assenza di luce solare era diffusissimo il rachitismo da carenza di vitamina D; all’autopsia il sottile strato di osso superficiale neoformato sulle ossa lunghe dell’arto inferiore e del cranio era il segno dello scorbuto da carenza di vitamina C; molto alta era la mortalità da tubercolosi. Insomma, l’Inghilterra dei romanzi di Dickens.
Tutta l’attività ruotava intorno alla “dipper”: l’operaia che intingeva le due punte di un bastoncino di legno nella pasta di fosforo bianco, in precedenza preparata in una ciotola su un fornelletto dalle operaie “mixer”, e metteva ad asciugare i bastoncini che, tagliati a metà, le operaie “boxer” avrebbero poi confezionato.

OperaieAbbiamo parlato dell’inquietante luminescenza del fosforo bianco; le pareti di quelle fabbriche, intrise dei fumi del fosforo, ne emettevano la tipica luminescenza blu-verdastra. Lo stesso facevano i vestiti di quelle operaie bambine quando tornavano a casa la sera, simili a fantasmi fosforescenti nelle vie allora cupe dell’oggi molto “in” East End londinese.
Anche l’escreato di quelle sventurate, esposte per tante ore agli irritanti fumi del fosforo, era luminescente; ed erano lugubramente luminescenti il loro alito nelle fredde sere londinesi, la cute intorno alla bocca e le labbra. Quando non si ammalavano, dopo qualche anno di lavoro in quell’inferno, del devastante “phossy jaw” (“phossy”, termine di slang per fosforo): un’osteomielite cronica massiva della mandibola innescata dall’accumulo osseo del fosforo, che colpiva più del 10% di loro, secondo le relazioni mediche dell’epoca, e aveva una mortalità di almeno il 20%.

Si iniziava con mal di denti e gonfiore gengivale cronici e ingravescenti, seguiti da perdita dei denti e formazione di ascessi gangrenosi della mandibola che sfiguravano il viso. Il materiale purulento che drenava dalle fistole ascessuali aveva l’odore fetido delle infezioni da anaerobi e l’odore di aglio del fosforo; ed era luminescente. Il dolore era terribile ed era impossibile mangiare cibi solidi.
Anche le aree necrotiche della mandibola emettevano la consueta luminescenza foriera di morte. Se l’exitus non arrivava per setticemia e shock settico, giungeva con distruttivi ascessi cerebrali, naturalmente luminescenti all’autopsia, o per insufficienza epatica. Solo l’asportazione chirurgica delle mandibole in necrosi — diverse oggi visibili nelle spettacolari collezioni mediche del Barts Pathology Museum presso il St Bartholomew’s Hospital di Londra — poteva salvare quelle sventurate ragazze.

Dobbiamo alle 1500 fiammiferaie (“Match-Girls”) di Bryant & May e al loro coraggioso sciopero a oltranza nel 1886 se si arrivò all’introduzione in Gran Bretagna e poi in tutto l’Occidente e in Giappone delle prime leggi sulla protezione dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Tutto partì dall’articolo di una giornalista, Annie Besant, che denunciò sul suo settimanale lo scandalo di dividendi del 20% agli azionisti di Bryant & May contrapposti ai salari da fame di 4-8 scellini la settimana delle operaie (le definì “white wage slaves”, schiave bianche a salario), organizzò la raccolta di fondi per sostenere lo sciopero a oltranza delle Match-Girls e vinse persino la solidarietà di alcuni membri della Camera dei Rule of lawComuni. La tradizione britannica della “rule of law” non si smentì (immagine a lato) e Bryant & May, dopo quasi due mesi, capitolò introducendo le prime misure ufficiali della storia per la protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
Solo nel 1910 fu messa fuori legge in Gran Bretagna la produzione di fiammiferi al fosforo bianco: oggi solo a Halloween possiamo ancora incontrare per la strada crani fosforescenti.

Eravamo partiti dall’ostonecrosi da bisfosfonati: ma cosa c’entra questo effetto avverso del terzo millennio con le eroiche “Match-Girls” della Londra di un secolo e mezzo fa? Oggi sappiamo che il fosforo, a contatto del vapore acqueo e della CO2 del respiro e di alcuni aminoacidi delle proteine come la lisina, forma spontaneamente dei derivati quasi identici ad alcuni bisfosfonati di oggi (Marx RE. J Oral Maxillofac Surg 2008; 66(11): 2356-63). Il terribile “phossy jaw” era solo un grave effetto avverso di oggi che aveva sbagliato epoca.
 
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Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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