Quanti sono...?

I Pediatri di Libera Scelta in Italia: quanti sono?

Pediatri di Libera Scelta in Italia: quanti sono?La pediatria è la branca della medicina che si occupa della diagnosi e della terapia delle malattie infantili. Il medico pediatra, successivamente al conseguimento della specializzazione in pediatria e neonatologia, può scegliere di intraprendere iter differenti nell’ambito dell’assistenza infantile. Tra questi, vi è la Pediatria di Libera Scelta (PLS): comprende medici pediatri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che erogano prestazioni, non privatamente, comprese nei livelli essenziali di assistenza. 

In Italia la categoria dei medici pediatrici rappresenta una vera e propria eccellenza a livello internazionale. Tuttavia non é affatto semplice conoscere con esattezza il numero di pediatri che esercitano sul territorio italiano, se non grazie all’ausilio di Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,6 milioni di anagrafiche di professionisti della salute.

Pertanto, quanti sono i PLS italiani? Il nostro database ne conta circa 6.500, di cui circa il 76% è iscritto a WelfareLink, la più grande comunità in rete di tutte le figure della sanità italiana che, fornendoci il permission marketing per essere contattati, possono partecipare a molteplici attività di formazione e garantire alla loro attività professionale un’adeguata visibilità.

I pediatri nel dettaglio

Atlante Sanità dà anche la possibilità di fornire informazioni più specifiche circa ogni specializzazione e professione medica. Ad esempio, considerando la distribuzione geografica dei PLS per regione - evidenziando quelle in cui è presente una percentuale più elevata di coloro che vi esercitano - notiamo che:
•    il 15% si trova in Lombardia
•    il 11% in Campania
•    il 10% nella sola regione Sicilia

Dei circa 6.500 PLS presenti in Italia, inoltre, sappiamo che per il 64% si tratta di medici donna e per il 36% di uomini, con un’età media piuttosto elevata che infatti si attesta tra i 55 e i 70 anni.

L’Italia e il triste primato dei tumori infantili 

Risale al 2017 il report pubblicato dalla rivista scientifica Lancet Oncology sull’incidenza dei tumori infantili (0-14 anni) e dell’adolescenza (15-19 anni) nel periodo 2001-2010. L’ indagine, condotta dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) in collaborazione con l’Associazione internazionale dei registri del cancro, ha coinvolto 62 Paesi in tutto il mondo con l’obiettivo di confrontare l’impatto di varie forme di cancro infantile nei 5 diversi continenti¹.

I tumori rappresentano una delle principali cause di morte nei bambini e la loro incidenza è purtroppo in aumento, passando a livello globale da 124 casi per milione fra 0 e 14 anni nel 1980 a 140 casi nel 2010
Il report, inoltre, segnala il Sud Europa – comprendente Italia, Cipro, Croazia, Malta, Spagna e Portogallo - come l’area mondiale in cui si registra il più alto numero di pazienti tra gli 0 e i 19 anni affetti da cancro. 

Fra tutti i Paesi sopra citati, l’Italia detiene la maglia nera: qui si osservano infatti le più elevate incidenze rispetto a tutte le altre nazioni europee, con una particolare preponderanza in Umbria, nella zona della Romagna e nelle province di Modena e Parma, in cui si superano i 200 casi per milione l’anno nei pazienti in particolare fra gli 0 e i 14 anni. I dati riportano, in aggiunta, una percentuale di tumori maligni del 9% nella medesima fascia d’età, con particolari picchi del 50% per il linfoma di Non-Hodgkin, del 62% per il sarcoma dei tessuti molli e del 66% per la leucemia mieloide acuta.

Ma perché questo fenomeno? L’ultimo rapporto sull’argomento, intitolato Sentieri e curato dall'Istituito Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Ambientale, rileva infatti un’emergenza cancro tra i più giovani probabilmente per cause d’inquinamento territoriale.

Pillole di storia della pediatria

Il termine deriva dal greco παῖς, παιδός, che significa bambino, e ἰατρεία, ovvero cura medica.

Ritroviamo nozioni sulla salute pediatrica già nei primi scritti di Ippocrate, il padre della Medicina tradizionale. 

Tra i precursori della pediatria in epoca romana ricordiamo Sorano d'Efeso, medico greco (98-128 d.C.), autore del De morbis mulierum, considerato il primo trattato di ginecologia e ostetricia scientifica in cui sono presenti anche moltissime indicazioni sulla vita e lo sviluppo degli infanti, come, ad esempio, suggerimenti sulle tecniche di fasciatura, o sull’allattamento e la nutrizione. 

Particolare interesse nella storia della pediatria riveste la medicina islamica in epoca medievale. Tra i medici persiani che maggiormente hanno contribuito alla costituzione di maggiori nozioni in ambito pediatrico, ricordiamo Avicenna (980-1037), filosofo e medico nonché autore del Canon, adottato successivamente come testo di studio universitario, nel quale vengono descritti alcuni tipici disturbi dell’età infantile: febbri esantematiche, meningite acuta, pleuriti, l'apoplessia e vomito.

È però nell’epoca del Rinascimento che la branca della pediatria subisce una spinta determinante. Tra gli scienziati italiani che spiccano in questo periodo storico citiamo senza dubbio Girolamo Mercuriale (1530-1606), cattedratico di medicina in vari atenei italiani d’eccellenza. Risale al 1583 la pubblicazione del suo De morbis puerorum, che rappresenta un vero e proprio trattato del sapere pediatrico suddiviso in tre manuali: il primo tratta di malattie esterne, il secondo di quelle interne e il terzo di elmintiasi.  

Un altro medico che a quel tempo si è occupato significativamente di pediatria è Jacopo Troncone, il quale, nella sua opera De medicina infantium, descrive alcuni oggetti innovativi come il tiralatte in vetro e una piccola carriola per far muovere i primi passi all'infante.

Più recentemente, nel XIX secolo, in Europa e nel Nord America sorgono i primi ospedali pediatrici moderni. Nello stesso secolo, grazie a un nuovo approccio alle discipline mediche basato su osservazioni e formulazioni teoriche, la specializzazione in pediatria diventa una delle più importanti del sapere medico-scientifico.

1 - Cancro e inquinamento: Italia maglia nera per i tumori infantili - CNR
 
Autore:

PKE Group

PKE è una società nata da DS Medigroup, costituita per gestire i data base delle professioni e la creazione di comunità profilate sulla rete Internet.
Obiettivo di PKE è accompagnare le Istituzioni e gli Enti privati nella corretta gestione dei dati e nell’approfondita conoscenza delle diverse professioni, nell’analisi delle competenze specifiche di ciascuna disciplina, nelle valutazioni dei loro fabbisogni formativi ed informativi, nella definizione strategica degli strumenti di comunicazione (informazione e formazione) e nella loro completa implementazione.

Segui PKE Group: