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Pubblicità sanitaria commerciale: il divieto è Legge

Pubblicitŕ sanitaria commerciale: il divieto č LeggeLa pubblicità commerciale nel settore sanitario non è più possibile e a vietarla sono due commi (525 e 536) approvati con la Legge di Bilancio che facevano parte di una proposta di legge depositata alla Camera dall’onorevole Rossana Boldi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio.

Secondo la normativa, sono assolutamente vietati i messaggi di natura promozionale o suggestionale nelle informative sanitarie; la legittimazione dell’attività disciplinare degli Ordini nei confronti dei Direttori sanitari delle strutture che diffondono pubblicità non deontologicamente orientate e la segnalazione all’ AGCOM (non più AGCM) per comminare eventuali sanzioni alle società committenti e, infine, l’obbligo dei Direttori sanitari a essere iscritti presso l’Ordine territoriale in cui si trova la struttura da loro diretta per permettere un controllo deontologico diretto da parte degli Ordini stessi.

La nuova legge è frutto di un confronto che ha coinvolto anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), attraverso un’apposita Commissione presieduta dal Presidente OMCeO di Milano, Roberto Carlo Rossi, in collaborazione con la Commissione Albo Odontoiatri nazionale e con ANDI e AIO.
 
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