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Telemedicina: una risorsa non alla portata di tutti

Telemedicina: una risorsa non alla portata di tuttiLa pandemia da Covid-19 ha dato un’enorme accelerazione alla diffusione della telemedicina nell’assistenza territoriale: in questo periodo, molti pazienti avranno senz’altro beneficiato della visita da remoto, evitando di dover raggiungere gli ambulatori di cure primarie, ad alto rischio di sovraffollamento. Tuttavia, l’accesso alla telemedicina, come ad altri strumenti di monitoraggio domiciliare, sembra non essere disponibile per tutti i pazienti, portando ad una disparità nell’assistenza e a importanti disuguaglianze di salute.

Su questo argomento, gli studi finora pubblicati riportano risultati contrastanti. Uno studio trasversale condotto in diverse aree degli Stati Uniti, ha riportato un accesso alle prestazioni di telemedicina simile tra afroamericani e caucasici. Di contro, i risultati ottenuti da un ulteriore studio, suggeriscono una storia di accesso differenziale all’assistenza sanitaria virtuale: gli autori riferiscono bassi tassi di telemedicina nelle cliniche che si occupano di prestare assistenza ai pazienti senza casa e a quelli con scarsa conoscenza della lingua inglese. La barriera più comune all’accesso è rappresentata dall’assenza della tecnologia necessaria a casa del paziente.

Queste osservazioni sono state confermate da altri studi sociodemografici condotti in diverse aree degli Stati Uniti: i pazienti con livello socioeconomico basso accedono in modo significativamente ridotto alle visite in telemedicina. Oltre alla mancanza di tecnologia, i tassi più bassi di accesso alle visite virtuali si sono osservati nei pazienti afroamericani, più anziani, con scarsa conoscenza della lingua inglese e privi di assicurazione. Un parametro importante che va considerato per meglio comprendere i risultati degli studi sulla telemedicina è rappresentato dalla tipologia delle visite.

Ma cosa si intende con il termine "telemedicina"?

Sebbene il termine “telemedicina” venga spesso utilizzato in modo generico per descrivere le cure effettuate sia tramite telefono che con tecnologia audiovisiva, è importante mettere in evidenza come queste due modalità abbiano implicazioni molto diverse. I centri che forniscono i servizi per Medicare e Medicaid, negli Stati Uniti, specificano che per poter effettuare una visita virtuale deve essere utilizzato un sistema di telecomunicazioni audio-video interattivo.

Medicare è il programma nazionale di assistenza agli anziani (ultrasessantacinquenni), universalistico, in quanto indipendente dal reddito. Medicaid è un programma gestito dai singoli Stati (con un contributo federale che copre il 60% delle spese) e rivolto ad alcune fasce di popolazione a basso reddito (famiglie con bambini, donne in gravidanza, anziani e disabili).

Appare evidente come in questa definizione non rientrino le visite effettuate solo tramite telefono. I pazienti che non hanno una connessione internet, quindi, sono esclusi dall’opportunità di essere visitati da remoto; a loro resta come unica possibilità quella di recarsi personalmente presso l’ambulatorio, con tutti i rischi e le spese che questo potrebbe comportare.

La selezione del paziente da visitare da remoto dovrà, poi, essere fatta dopo un’attenta valutazione del caso, e andrà concordata con il paziente stesso, analizzando con attenzione rischi e benefici della visita virtuale, senza dimenticarsi di fornire un’assistenza quanto più possibile incentrata sul paziente. Bisognerà, quindi, puntare ad un modello ibrido, in cui l’aumento delle visite a distanza possa preservare uno spazio fisico più sicuro per i pazienti impossibilitati ad usufruire della telemedicina.

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un significativo cambiamento delle politiche, considerando che l’accesso ai servizi digitali è importante non solo per l’assistenza sanitaria, ma anche per l’istruzione, l’alloggio, il lavoro e altri servizi sociali, come la consegna di cibo nelle comunità con focolai di Covid-19. Sistemi sanitari, governi locali, società di telecomunicazioni, scuole e organizzazioni filantropiche devono tutti collaborare tra loro per contrastare questo accesso iniquo alle risorse, fornendo connessioni a banda larga e dispositivi compatibili via internet ai pazienti più svantaggiati.

Fonti e approfondimenti

 
Autore:

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