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Vampiri e neurologi

Vampiri e neurologiAbbiamo visto settimana scorsa come una rara malattia genetica ematologica a esordio precoce, la porfiria eritropoietica congenita, sia stata indicata negli anni ’80 come la possibile origine delle leggende sui vampiri.

In realtà le cose sono un po’ più complicate: i vampiri del folclore balcanico camminavano tranquillamente alla luce del sole; persino il Conte Dracula protagonista del romanzo del 1897 di Stoker e ispirato alla figura del principe Vlad III di Valacchia — Vlad l’Impalatore, difensore della fede ortodossa ed eroe popolare in Romania, noto con il patronimico proprio di Dracula — si concesse senza particolari patemi una passeggiata pomeridiana londinese. Difficile che quei vampiri fossero malati di porfiria eritropoietica congenita; tanto più che i rapporti della polizia asburgica segnalavano che i corpi dei sospetti vampiri esumati pochi giorni dopo la morte avevano sempre un ottimo aspetto, quasi come se fossero vivi, e non sembravano certo sfigurati dalla porfiria.

Obiezione più medica: i rari malati di porfiria eritropoietica congenita non traggono nessun beneficio dall’assunzione per via orale del sangue perché l’eme del quale difettano non è assorbito intatto dall’intestino; l’unica possibilità è la via parenterale, la trasfusione. Obiezione medica finale decisiva: poiché la porfiria eritropoietica congenita è rarissima, come spiegare il fiume di segnalazioni di vampiri e simili nelle province sud-orientali e transilvaniche dell’impero asburgico del XVIII secolo? Forse la porfiria eritropoietica congenita potrebbe essere all’origine del vampiro dandy della letteratura gotica britannica e del vampiro cinematografico del XX secolo, ma certamente non del suo rozzo e analfabeta progenitore balcanico [ Winkler MG, Anderson K, “Vampires, porphyria, and the media: medicalization of a myth”. Perspect Biol Med 1990; 33(4): 598-611 ].

La chiave delle leggende balcaniche tuttavia forse esiste ed è il virus della rabbia, come ipotizzato da un neurologo spagnolo, sorprendentemente solo alla fine del secolo scorso [ Gómez-Alonso J, “Rabies: a possible explanation for the vampire legend”. Neurology 1998; 51(3): 856-9 ].
I vampiri erano comunemente maschi e la rabbia umana è sette volte più frequente nel genere maschile, più a rischio della donna di esposizione alla zoonosi (l’infezione animale trasmissibile all’uomo); inoltre l’encefalite rabica tende ad associarsi a intensa aggressività e l’individuo talora morde o tenta di farlo. La trasmissione da uomo a uomo del virus della rabbia è rarissima; tuttavia, se accade, l’individuo morso diventa a sua volta rabbioso.

Vampiri e neurologiSoprattutto è caratteristica della rabbia l’intolleranza agli stimoli intensi o improvvisi, compresi l’odore dell’aglio che il vampiro odia, la luce improvvisa e gli specchi. Per secoli, si è posta diagnosi di rabbia facendo vedere al sospetto malato l’immagine di se stesso riflessa in uno specchio: se sopportava di vedere la sua immagine riflessa, non era rabbia. Inoltre il rabbioso è insonne e la sua aggressività tende a farlo vagare nella notte; la muscolatura mimica contratta del viso ne deforma le fattezze e schiuma e sangue dalla bocca sono frequenti.
 
I vampiri erano anche spesso descritti come lascivi: il virus neurotropo della rabbia danneggia rapidamente l’ippocampo e il sistema limbico al centro di emozioni e affettività così come dei riflessi e dei comportamenti legati alla vita emozionale. Gli antichi testi parlano sovente del priapismo, talora per diversi giorni prima di morire, degli individui colpiti dalla rabbia.

Persino l’impressionante sangue fresco dalla bocca dei sospetti vampiri riesumati potrebbe essere spiegato razionalmente. La morte di chi ha contratto la rabbia avviene di solito per asfissia e arresto cardiorespiratorio: come sa qualsiasi studente che si prepara all’esame di medicina legale, in questi casi il sangue resta a lungo parzialmente incoagulabile (all’autopsia, chi muore per asfissia da affogamento rivela quasi di routine emorragie esterne e interne anche imponenti da iperfibrinolisi scatenata dall’ipossia) [ Schwameis M et al, “Asphyxia by drowning induces massive bleeding due to hyperfibrinolytic disseminated intravascular coagulation”. Crit Care Med 2015 ]. Il rigonfiamento post-mortem di organi e tessuti potrebbe semplicemente avere spinto questo sangue ancora semifluido verso la bocca dei supposti “vampiri”.
 
A proposito di Lyssavirus della rabbia e di neurologi spagnoli, quanti sono i neurologi italiani, come sono distribuiti sul territorio nazionale e qual è la loro principale attività?
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Immagini:
  • Prima immagine: Il “Castello di Dracula” a Bran in Transilvania, descritto nel romanzo di Stoker
  • Seconda immagine: Vlad III voivoda di Valacchia, patronimico Dracula, simpaticamente noto anche come Vlad l’Impalatore, ca. 1560
 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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